30 settembre 2011 | Politicando

Un (altro) buon segnale di cosa sia diventata la sinistra

Nella combutta odierna fra Partito Democratico e Radicali molte cose sono state dette sul comportamento “eretico” dei parlamentari radicali che si sono sottratti al voto di sfiducia sul ministro Romano. Possiamo discutere sui modi e sulla convenzienza dell’approccio caciarone e fuori luogo della protesta radicale, ma dopo le parole proferite ieri da Tonino Di Pietro secondo me è necessario ristabilire un pochetto di coordinate politiche. Oggi ci prova Simone Callisto Manca su Libertiamo.it a cui è difficile dare torto.

Il problema vero è della sinistra italiana, che ha permesso che le correnti liberali, libertarie, genuinamente progressiste e attente ai diritti individuali più che a difendere uno Stato Moloch Etico, venissero progressivamente marginalizzate, fino a farle diventare ininfluenti, in nome della mera contabilità elettorale.

Di sinistra è, o sarebbe, stare dalla parte degli ultimi, dei non garantiti, degli indifesi. Di sinistra è, o sarebbe, dire che non c’è libertà senza giustizia, e che la giustizia, per essere giusta, dev’essere efficiente, efficace e paritaria. Di sinistra è, o sarebbe, credere nella finalità rieducativa della pena detentiva, e rigettare l’idea che il carcere sia “vendetta di Stato”. Di sinistra è, o sarebbe, secondo il principio della riduzione del danno, credere che liberalizzare le droghe sia il più formidabile colpo che si potrebbe infliggere alla criminalità organizzata e al consumo stesso di droga. Di sinistra è, o sarebbe, dare voce a chi non ha voce, senza censure e senza filtri. Di sinistra è, o sarebbe, battersi per smantellare i privilegi, superare lo status quo, credere in un’idea di società radicalmente differente.

Non sappiamo se i Radicali siano di sinistra. […] Ma di una cosa siamo sicuri: Antonio Di Pietro non è, o non sarebbe, di sinistra, ma probabilmente nemmeno di destra, certamente non quella liberale, a dispetto della collocazione in Parlamento Europe, nell’Alde. Tutto questo, se la sinistra italiana, o una buona parte di essa, fosse davvero di sinistra. Cosa che purtroppo da molti anni, ormai, ha rinunciato a essere.

Tutto l’articolo, qui.

Rispondi