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	<title>Commenti per Querdenker</title>
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	<description>Post(i) di traverso.</description>
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		<title>Commenti su La Gallina rifiuta la gabbia, ma anche l&#8217;aperta campagna: ecco perché Volunia non mi convince di Volunia: le prime impressioni e le prime critiche dal web</title>
		<link>http://www.querdenker.it/perche-volunia-non-mi-convince/comment-page-1/#comment-2975</link>
		<dc:creator>Volunia: le prime impressioni e le prime critiche dal web</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 17:47:59 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Lombardi su Querdenker: &#8220;Volunia concentra tutto il suo concept nella sfida di creare connessioni sociali (forum e [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Lombardi su Querdenker: &#8220;Volunia concentra tutto il suo concept nella sfida di creare connessioni sociali (forum e [...]</p>
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		<title>Commenti su La Gallina rifiuta la gabbia, ma anche l&#8217;aperta campagna: ecco perché Volunia non mi convince di Davide</title>
		<link>http://www.querdenker.it/perche-volunia-non-mi-convince/comment-page-1/#comment-2970</link>
		<dc:creator>Davide</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 21:43:03 +0000</pubDate>
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		<description>Sembra davvero interessante questo nuovo motore di ricerca, in particolar modo poter vedere i siti da un&#039;altra prospettiva... Speriamo bene!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sembra davvero interessante questo nuovo motore di ricerca, in particolar modo poter vedere i siti da un&#8217;altra prospettiva&#8230; Speriamo bene!</p>
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		<title>Commenti su Azzurro opaco e profondo rosso (TFF 2011, prima giornata) di barbara viazzo</title>
		<link>http://www.querdenker.it/azzurro-opaco-e-profondo-rosso/comment-page-1/#comment-1401</link>
		<dc:creator>barbara viazzo</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Nov 2011 11:29:33 +0000</pubDate>
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		<description>Le &quot;17 ragazze&quot; rivendicano il potere e il diritto  femminile di procreare e lo fanno radicalmente e utopicamente, vale a dire in forma collettiva, liberata dall&#039;isolamento, l&#039;incomprensione e la paura di vivere che regna nelle loro famiglie e fra gli educatori. Creano la loro comunità  scatenando una grandiosa energia vitale contro la società che ha vincolato ormai ogni aspetto dell&#039;esistenza alle leggi del mercato capitalistico (&quot;credevo volessi studiare per trovarti un buon lavoro!&quot; sono più o meno le parole rivolte dalla madre single alla protagonista) e per questo ha perso la voglia di vivere e di prendersi cura della vita. è la storia di un&#039;utopia alla quale le registe stesse, purtroppo, non credono fino in fondo; infatti chiudono il film con un giudizio velleitariamente amaro sugli esiti e i risvolti della vicenda spacciandolo per commento corale postumo delle 17 ragazze,tornate ad essere isolate e disilluse. I ragazzi in questo film si vedono di rado perchè evidentemente non stanno venendo da loro l&#039;impulso e la necessità primarie di cambiare davvero le cose. la rivoluzione utopica qui non è il rimanere incinta, mettere al mondo un bambino, ma ricreare una collettività (inizialmente femminile) più forte e più gioiosa rispetto alle regole di una società pesantemente in crisi,  che ha perso il senso della vita e dell&#039;amore e non reagisce più nel veder morire il mondo (ripensa al disincanto del fratello soldato della protagonista), la natura (le coccinelle suicide). Alcuni fra i ragazzi tuttavia, anche se si vedono solo &#039;al margine&#039; della storia, non sono affatto ridotti a &#039;insetti&#039; inseminatori; colgono il messaggio, godono di notte con le ragazze delle gioie dell&#039;amore - ora più vero, libero, condivisibile e condiviso!- e l&#039;amico della protagonista non a caso è teneramente e rispettosamente vicino a lei nel momento del dolore e della perdita. E questa  presenza, per il momento, non è poco. Più preoccupante, invece, è l&#039;atteggiamento incoerente, quasi schizofrenico percepibile nell&#039;epilogo del film, che non poteva finire bene perchè, a detta di una delle due registe, presente in sala, &quot;un lieto fine implicava una responbilità troppo grande per noi, migliaia di giovani ragazze forse avrebbero tentato di emulare l&#039;esempio restando incinte.&quot; Insomma, questo film si presenta come un anti-Juno, pronto a riportare con i piedi per terra adolescenti energiche ma sventatelle, e io ho imparato qualcosa di nuovo: che in un certo cinema impegnato di oggi l&#039;esperienza utopica, qualunque messaggio porti, va raccontata esclusivamente come sogno; non bisogna commettere l&#039;errore di crederci, altrimenti si potrebbe rischiare di destabilizzare davvero la nostra bella società.
Con amore e con rabbia
Barbara Viazzo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Le &#8220;17 ragazze&#8221; rivendicano il potere e il diritto  femminile di procreare e lo fanno radicalmente e utopicamente, vale a dire in forma collettiva, liberata dall&#8217;isolamento, l&#8217;incomprensione e la paura di vivere che regna nelle loro famiglie e fra gli educatori. Creano la loro comunità  scatenando una grandiosa energia vitale contro la società che ha vincolato ormai ogni aspetto dell&#8217;esistenza alle leggi del mercato capitalistico (&#8220;credevo volessi studiare per trovarti un buon lavoro!&#8221; sono più o meno le parole rivolte dalla madre single alla protagonista) e per questo ha perso la voglia di vivere e di prendersi cura della vita. è la storia di un&#8217;utopia alla quale le registe stesse, purtroppo, non credono fino in fondo; infatti chiudono il film con un giudizio velleitariamente amaro sugli esiti e i risvolti della vicenda spacciandolo per commento corale postumo delle 17 ragazze,tornate ad essere isolate e disilluse. I ragazzi in questo film si vedono di rado perchè evidentemente non stanno venendo da loro l&#8217;impulso e la necessità primarie di cambiare davvero le cose. la rivoluzione utopica qui non è il rimanere incinta, mettere al mondo un bambino, ma ricreare una collettività (inizialmente femminile) più forte e più gioiosa rispetto alle regole di una società pesantemente in crisi,  che ha perso il senso della vita e dell&#8217;amore e non reagisce più nel veder morire il mondo (ripensa al disincanto del fratello soldato della protagonista), la natura (le coccinelle suicide). Alcuni fra i ragazzi tuttavia, anche se si vedono solo &#8216;al margine&#8217; della storia, non sono affatto ridotti a &#8216;insetti&#8217; inseminatori; colgono il messaggio, godono di notte con le ragazze delle gioie dell&#8217;amore &#8211; ora più vero, libero, condivisibile e condiviso!- e l&#8217;amico della protagonista non a caso è teneramente e rispettosamente vicino a lei nel momento del dolore e della perdita. E questa  presenza, per il momento, non è poco. Più preoccupante, invece, è l&#8217;atteggiamento incoerente, quasi schizofrenico percepibile nell&#8217;epilogo del film, che non poteva finire bene perchè, a detta di una delle due registe, presente in sala, &#8220;un lieto fine implicava una responbilità troppo grande per noi, migliaia di giovani ragazze forse avrebbero tentato di emulare l&#8217;esempio restando incinte.&#8221; Insomma, questo film si presenta come un anti-Juno, pronto a riportare con i piedi per terra adolescenti energiche ma sventatelle, e io ho imparato qualcosa di nuovo: che in un certo cinema impegnato di oggi l&#8217;esperienza utopica, qualunque messaggio porti, va raccontata esclusivamente come sogno; non bisogna commettere l&#8217;errore di crederci, altrimenti si potrebbe rischiare di destabilizzare davvero la nostra bella società.<br />
Con amore e con rabbia<br />
Barbara Viazzo</p>
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	<item>
		<title>Commenti su Questioni di Cover di sara</title>
		<link>http://www.querdenker.it/questioni-di-cover/comment-page-1/#comment-1370</link>
		<dc:creator>sara</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Nov 2011 10:41:19 +0000</pubDate>
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		<description>aggiungo alla nostra conversazione frammentata quà e là che hai colto proprio l&#039;incapacità dei &quot;quadri&quot; a farsi mosaico. tornando al jim jarmush che citi, secondo me broken flowers invece riusciva a essere coerente nella composizione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>aggiungo alla nostra conversazione frammentata quà e là che hai colto proprio l&#8217;incapacità dei &#8220;quadri&#8221; a farsi mosaico. tornando al jim jarmush che citi, secondo me broken flowers invece riusciva a essere coerente nella composizione.</p>
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	<item>
		<title>Commenti su Questioni di Cover di isma</title>
		<link>http://www.querdenker.it/questioni-di-cover/comment-page-1/#comment-1366</link>
		<dc:creator>isma</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Oct 2011 16:12:14 +0000</pubDate>
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		<description>Ottima recensione (ma questa non è una novità).
Condivido in pieno. Ieri, dopo averlo visto, avevo proprio queste sensazioni ma non sarei mai riuscito ad esprimerle così bene...
Danke Quer Denker</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ottima recensione (ma questa non è una novità).<br />
Condivido in pieno. Ieri, dopo averlo visto, avevo proprio queste sensazioni ma non sarei mai riuscito ad esprimerle così bene&#8230;<br />
Danke Quer Denker</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Questioni di Cover di ilconterik</title>
		<link>http://www.querdenker.it/questioni-di-cover/comment-page-1/#comment-1365</link>
		<dc:creator>ilconterik</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Oct 2011 19:18:25 +0000</pubDate>
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		<description>Mai stato più d&#039;accordo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mai stato più d&#8217;accordo</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Un grande umanista di Giuseppe</title>
		<link>http://www.querdenker.it/un-grande-umanista/comment-page-1/#comment-1363</link>
		<dc:creator>Giuseppe</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Oct 2011 17:57:51 +0000</pubDate>
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		<description>Tutto molto bello, peccato che Jobs (i cui prodotti mi piacciono debbo dire) incarni il consumismo sfrenato (non hai ancora finito di pagare l&#039;iphone 4 che ti esce quello nuovo, per dirne una) e la delocalizzazione folle (fabbrica cinese di Ipad = suicidi dei dipendenti a iosa).
Ma fa molta tendenza dipingerlo come un umanista. Per cortesia, un umanista non aprirebbe fabbriche in Cina in condizioni pietose, giusto per dirne una.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Tutto molto bello, peccato che Jobs (i cui prodotti mi piacciono debbo dire) incarni il consumismo sfrenato (non hai ancora finito di pagare l&#8217;iphone 4 che ti esce quello nuovo, per dirne una) e la delocalizzazione folle (fabbrica cinese di Ipad = suicidi dei dipendenti a iosa).<br />
Ma fa molta tendenza dipingerlo come un umanista. Per cortesia, un umanista non aprirebbe fabbriche in Cina in condizioni pietose, giusto per dirne una.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Per giocare a golf non è necessario essere stupidi. Però aiuta di anonimo</title>
		<link>http://www.querdenker.it/per-giocare-a-golf-non-e-necessario-essere-stupidi-pero-aiuta/comment-page-1/#comment-1626</link>
		<dc:creator>anonimo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Oct 2011 12:28:58 +0000</pubDate>
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		<description>Son d&#039;accordo,soprattutto con G.B.Shaw.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Son d&#39;accordo,soprattutto con G.B.Shaw.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Rischi non intercettati di ismaele</title>
		<link>http://www.querdenker.it/rischi-non-intercettati/comment-page-1/#comment-1361</link>
		<dc:creator>ismaele</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Sep 2011 12:06:02 +0000</pubDate>
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		<description>Bell&#039;analisi, ottimo spunto di riflessione...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bell&#8217;analisi, ottimo spunto di riflessione&#8230;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Milano: intitolata una strada a Edgardo Sogno di anonimo</title>
		<link>http://www.querdenker.it/milano-intitolata-una-strada-a-edgardo-sogno/comment-page-1/#comment-2576</link>
		<dc:creator>anonimo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Jul 2011 19:41:08 +0000</pubDate>
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		<description>Una via per Sogno, una per Margherita Cagol, e abbiamo fatto pace con gli anni Settanta. Non scherzo, sarebbe un&#039;ottima idea.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Una via per Sogno, una per Margherita Cagol, e abbiamo fatto pace con gli anni Settanta. Non scherzo, sarebbe un&#39;ottima idea.</p>
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